Un uomo di mezza età con ipovisione seduto in un moderno e luminoso vagone ferroviario. Utilizza con concentrazione uno smartphone grazie a speciali occhiali telescopici ingrandenti.

Per molte persone vedere è un gesto naturale: leggiamo, ci orientiamo nello spazio, riconosciamo i volti. Ma cosa succede quando questo non è più possibile come prima? Quando un paio di occhiali non basta più per affrontare la quotidianità? Un deficit visivo cambia la vita – per chi ne è colpito e per chi gli sta vicino. In questo articolo ti spieghiamo cosa si intende con “deficit visivo”, quali possono essere le cause e come puoi supportare una persona ipovedente.

Molti di noi indossano occhiali o lenti a contatto e grazie a questi ausili possono tornare a vedere normalmente. Ma cosa accade quando non è più sufficiente? Chiunque può ritrovarsi a vivere una condizione di ipovisione, in qualsiasi momento della vita. Tuttavia, è una condizione più frequente con l’avanzare dell’età. In questo articolo vedremo quali fattori possono essere alla base di un deficit visivo e in che modo gli ausili ingrandenti possano fare la differenza.

Cosa significa “deficit visivo” e come viene classificato?

Il termine “deficit visivo” indica una riduzione permanente della capacità visiva che non può essere corretta completamente con occhiali o lenti a contatto. Non si tratta necessariamente di cecità totale – molte persone ipovedenti vedono ancora, ma in modo compromesso.

Questo può manifestarsi sotto forma di forte sfocatura, perdita di porzioni del campo visivo o sensibilità alla luce intensa.

Esistono molteplici forme di ipovisione che spesso non sono riconoscibili a prima vista da chi osserva. Anche per i familiari, colleghi o amici può essere difficile comprendere le difficoltà quotidiane legate a un deficit visivo. Tuttavia, sono proprio i piccoli gesti a rendere la vita più semplice e autonoma per una persona ipovedente.

Ogni condizione di ipovisione è diversa e può avere effetti molto variabili: riduzione del campo visivo (visione a tunnel), aree cieche nel campo visivo, sensibilità alla luce, cecità notturna, daltonismo o una compromissione generale della vista. Anche con diagnosi simili, le conseguenze possono essere molto diverse da persona a persona.

Quali possono essere le cause di un deficit visivo?

Le ipovisioni sono spesso causate da malattie della retina o del nervo ottico. Molte di queste condizioni si sviluppano lentamente e inizialmente possono passare inosservate. Ecco tre esempi comuni:
  • Questa patologia genetica causa una degenerazione progressiva della retina. I sintomi tipici includono cecità notturna, perdita del campo visivo (visione a tunnel), alterazioni nella percezione dei colori e sensibilità alla luce. Attualmente non esiste una cura definitiva; la progressione è lenta e può durare decenni.

  • Si deteriora la parte centrale della retina, chiamata macula. Questo comporta difficoltà nel vedere i dettagli – leggere, riconoscere i volti o lavorare al computer diventano attività difficili. Colpisce principalmente le persone oltre i 60 anni.

  • Questa rara condizione combina una perdita uditiva congenita con una successiva ipovisione causata da retinite pigmentosa. Chi ne è affetto affronta quindi una progressiva limitazione di due sensi fondamentali.

    Altre cause possibili includono diabete (retinopatia diabetica), glaucoma, traumi oculari o infiammazioni dell’occhio.

Come puoi aiutare concretamente una persona ipovedente?

Spesso l’ipovisione non è visibile agli altri – ma ha un forte impatto sulla vita quotidiana. Le persone ipovedenti possono incontrare ostacoli nell’ambiente circostante. Eppure, anche piccoli accorgimenti possono fare una grande differenza:
Uomo anziano ipovedente che cammina con il bastone bianco accompagnato da un uomo più giovane lungo una strada cittadina.

Ausili visivi:
in base al grado di ipovisione, possono essere prescritti diversi tipi di ausili visivi. Devono essere adattati da un oculista e ottico in modo individuale. Solo così è possibile ottenere il miglior risultato visivo possibile per ogni persona. È importante garantire una buona qualità dell’immagine e un campo visivo il più ampio possibile.

Comunicazione chiara:
poiché l’ipovisione spesso non si nota subito e può variare molto da persona a persona, è importante offrire aiuto se qualcuno lo chiede. Anche se una persona ipovedente non ha bastone bianco o fascia gialla e ti chiede informazioni su un autobus o un numero di posto, rispondi in modo semplice e diretto. Non sorprenderti se una persona con bastone bianco acquista una rivista o legge con lente d’ingrandimento: non sta fingendo. Alcuni si orientano bene di giorno e hanno bisogno del bastone solo la sera. Molti si muovono autonomamente grazie a un addestramento alla mobilità.

Favorire il contrasto:
rendere più contrastati ambienti, mobili o una tavola apparecchiata può facilitare l’orientamento. Aiuta anche un’illuminazione uniforme e non abbagliante. Le lampade a luce fredda ad alta intensità sono preferibili; le lampade alogene sono meno indicate.

Messaggi scritti leggibili:
le persone ipovedenti hanno difficoltà a leggere appunti scritti a mano. Puoi aiutare scrivendo su carta bianca con un pennarello nero a caratteri stampatelli grandi.

Approccio sensibile nei primi contatti:
non sorprenderti se una persona ipovedente non stabilisce subito il contatto visivo con te. Un difetto centrale del campo visivo può dare l’impressione che stia guardando altrove. Continua a parlare normalmente. Le persone ipovedenti vengono spesso fraintese come poco socievoli o scortesi. Considera che molte azioni quotidiane per loro richiedono grande concentrazione e sforzo. Inoltre, possono avere difficoltà a riconoscere volti o gesti se non sono molto vicini.

Suggerimento regalo:
audiolibri o podcast possono offrire momenti di svago e relax – disponibili su CD o in streaming.

Empatia, rispetto e piccoli accorgimenti possono rendere la convivenza più inclusiva – senza sforzi particolari.

Quali ausili esistono per affrontare un deficit visivo?

La buona notizia è che anche in presenza di ipovisione permanente esistono molte soluzioni per preservare la qualità della vita e l’autonomia.
  • Ausili ingrandenti

    A seconda del tipo e della gravità del deficit visivo si possono utilizzare ausili specifici: occhiali con lenti d’ingrandimento, videoingranditori da tavolo, occhiali telescopici o lenti elettroniche portatili. È fondamentale un adattamento individuale da parte dell’oculista e dell’ottico per ottenere il miglior risultato possibile. ZEISS propone numerose soluzioni in questo ambito.

  • Supporto tecnologico nella vita quotidiana

    Smartphone con sintesi vocale, app ad alto contrasto, sistemi di navigazione o lettori vocali possono semplificare molte attività quotidiane.

  • Consulenza e formazione

    In molte regioni sono attivi centri specializzati, associazioni per ciechi e ipovedenti o programmi di orientamento alla mobilità. Offrono supporto per muoversi in ambienti pubblici, scegliere gli ausili adatti o gestire pratiche amministrative.

Cosa devo fare per prepararmi alla visita dall'ottico

Consiglio ZEISS: controlla regolarmente la vista

Molte forme di ipovisione si sviluppano lentamente e spesso senza sintomi palesi. Se rilevate precocemente, possono essere gestite meglio e la progressione può essere rallentata. Prova strumenti digitali come il Check up Visivo online ZEISS per un controllo preliminare la tua vista – comodamente da casa, ma poi fissa un appuntamento con il tuo Ottico di riferimento.

FAQ – Domande frequenti sul deficit visivo

  • Una persona è considerata ipovedente quando la sua capacità visiva è permanentemente compromessa – anche con occhiali o lenti a contatto. L’ipovisione può variare da lieve a grave fino alla cecità legale.

  • Quando la correzione ottimale (ad esempio con occhiali) consente una vista inferiore al 30 % o il campo visivo è notevolmente ridotto, si parla di deficit visivo.

  • Non tutti i difetti visivi sono considerati giuridicamente una disabilità. Dipende da quanto è compromessa la vista anche dopo la correzione. Una lieve miopia solitamente non rientra nella definizione.

  • Il numero di diottrie da solo non determina il grado di disabilità. Sono determinanti l’acuità visiva (Visus) e il campo visivo. Tuttavia, un elevato numero di diottrie può indicare una marcata debolezza visiva.


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