Primo piano di donna con occhiali da vista e sfondo sfocato

Nel frenetico mondo odierno, innumerevoli stimoli visivi mettono a dura prova gli occhi.
Ogni giorno siamo sopraffatti dalle informazioni visive: schermi, annunci, notifiche, contenuti digitali e multitasking costante. Queste informazioni vengono percepite attraverso la vista, ma devono poi essere decodificate dal cervello perché assumano un senso. Questo processo richiede energia mentale e può contribuire ad aumentare il carico cognitivo.

Cos’è il carico cognitivo?

Il carico cognitivo è la quantità di risorse mentali necessarie per elaborare informazioni e svolgere un’attività. In altre parole, indica lo sforzo richiesto al cervello per svolgere una specifica funzione.

Il termine fa riferimento al fatto che la nostra mente ha un limite di informazioni che può elaborare contemporaneamente. Quando gli stimoli sono troppi, poco chiari o complessi, il cervello deve lavorare di più: questo può rendere più difficile mantenere la concentrazione e può contribuire a una sensazione di affaticamento.

Perché una visione non nitida può aumentare il carico cognitivo?

La visione è un processo complesso. Non è solo ottica: è neurale.
  • Immagine CGI di un raggio luminoso su occhio

    Quando la luce e le informazioni visive entrano nell'occhio

  • Immagine CGI di un raggio luminoso sulla retina

    vengono proiettate sulla retina, dove si trovano i fotorecettori.

  • Immagine CGI di fotorecettori

    I segnali fotorecettori vengono proiettati, tramite le cellule bipolari e i gangliari, al nucleo genicolato laterale

  • Immagine CGI della corteccia visiva

    e inviati agli strati corrispondenti alla corteccia visiva primaria.

  • Immagine CGI cervello

    Diverse aree del cervello elaborano le informazioni, riconoscendo forme, oggetti, ecc.

  • Immagine CGI di un gabbiano

    Il risultato finale di tutta questa attività è ciò che vediamo e comprendiamo.

Un numero crescente di stimoli da elaborare riempie la nostra memoria di lavoro, influenzando direttamente il nostro carico cognitivo.

Quando gli input visivi sono poco chiari o eccessivi, il cervello deve compiere uno sforzo maggiore per interpretare e svolgere i compiti.

Se le immagini risultano sfuocate, la nostra capacità di identificare e interpretare stimoli complessi viene compromessa in quanto dobbiamo compensare la perdita di nitidezza.

Il cervello, ricevendo informazioni incomplete, cerca di rielaborare ciò che ha recepito utilizzando combinazioni logiche, ma è richiesta una maggiore capacità di memoria di lavoro, questo porta ad un aumento del carico cognitivo, che può causare anche affaticamento, difficoltà di concentrazione e una ridotta sensazione di benessere.

ZEISS Visual Perception Study 2025: cosa dimostra lo studio

Lo ZEISS Visual Perception Study 2025 è stato il primo studio al mondo a dimostrare che la sfocatura indotta dalla lente impatta sul carico cognitivo.

immagine laboratorio studio con elettroencefalogramma

In questo studio pionieristico, effettuato in collaborazione con l’Università di Tubingen in Germania e l’Università di Bologna, Il carico cognitivo è stato valutato in modo soggettivo tramite l’indice di carico di lavoro (Valutazione NASA-TLX del carico mentale percepito) e in modo oggettivo tramite elettroencefalografia.

 

immagine laboratorio studio

Ai partecipanti è stato chiesto di afferrare delle perline da un vassoio e disporle su una tavoletta forata, cercando di ricreare un pattern specifico. I test sono stati svolti sia in condizioni di visione nitida, sia di visione sfocata.

Utilizzando l’elettroencefalografia, i ricercatori hanno misurato l’attività elettrica del cervello mentre i partecipanti svolgevano compiti impegnativi a distanze ravvicinate, utilizzando diverse lenti.

Lo studio ha svelato che la vista sfocata indotta da lenti è direttamente proporzionale all’aumento del carico cognitivo. Quando le immagini non sono nitide, il cervello sembra compensare, portando a un maggiore sforzo cognitivo, che potrebbe comportare una ridotta sensazione di benessere.

Come ridurre il carico cognitivo legato alla visione

Il carico cognitivo può essere influenzato positivamente da lenti progettate per offrire una visione nitida e confortevole. Design evoluti e trattamenti adeguati possono contribuire a migliorare la qualità della visione, supportando il benessere visivo nella vita di ogni giorno.

Oggi, il benessere visivo è passato dall'essere un "optional" a una priorità.

La visione è centrale nella nostra esperienza quotidiana: proteggere e preservare il benessere visivo nel tempo, oltre ad essere una priorità per ZEISS, rappresenta una delle condizioni per vivere al meglio le proprie giornate.

Come scegliere le lenti giuste per favorire il benessere visivo

La scelta delle lenti per occhiali dovrebbe essere fatta con cura, ponendo attenzione a diversi aspetti:
  • Design della lente

    Design più evoluti e innovativi garantiscono una migliore risposta ai bisogni visivi del mondo odierno, perché progettati sulla base dei movimenti oculari tipici di una visione online e offline, nonché sulla base di recenti studi scientifici.

  • Tipologia della lente

    Scegliere correttamente la lente in base alla propria prescrizione, consente di godere di una visione ottimale e rispondere ai bisogni visivi in base all’età.

  • Trattamenti antiriflesso e protezione UV

    Esistono oggi più tipologie di trattamento antiriflesso che possono essere scelte in funzione delle attività svolte o dei bisogni visivi individuali. Tutte le lenti ZEISS sono dotate di protezione UV integrata di serie sia su lenti chiare, sia su lenti colorate.

FAQ – Domande Frequenti sul Carico Cognitivo

  • Il carico cognitivo è lo sforzo mentale necessario per elaborare informazioni e svolgere un compito. Aumenta quando gli stimoli sono numerosi, complessi o poco chiari.

  • Sì. Quando le informazioni visive sono poco nitide, il cervello può dover lavorare di più per interpretarle, aumentando lo sforzo cognitivo richiesto.

  • Una visione sfocata può contribuire a una maggiore richiesta di attenzione e memoria di lavoro, con possibile affaticamento e difficoltà di concentrazione.


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