Comprendere la visione

Carl Zeiss, Ernst Abbe e Otto Schott: una squadra vincente

Con le loro idee cambiarono il mondo

16 ottobre 2020
  • Carl Zeiss, Ernst Abbe e Otto Schott: una squadra vincente

Questi uomini, unendo la loro profonda conoscenza della matematica, della fisica, della chimica e della meccanica di precisione come nessun altro in passato, gettarono le basi per lo sviluppo di numerose invenzioni pionieristiche: parliamo di Carl Zeiss, Ernst Abbe e Otto Schott, i tre imprenditori che portarono l’industria ottica a un successo mai visto prima. Un ritratto da MIGLIORE VISIONE.

Carl Zeiss

Carl Zeiss Jena: nascita di un’azienda, protagonista internazionale

Germania, metà Ottocento: dopo aver concluso la sua formazione come meccanico, il trentenne Carl Zeiss (1816-1888) fondò la sua azienda omonima nella cittadina di Jena. Con un capitale iniziale di 100 talleri concessi in prestito dal fratello Eduard che viveva poco distante, Carl inaugurò ufficialmente la sua “fabbrica di meccanica di precisione e ottica” il 17 novembre 1846. Una data storica. Zeiss lavorò inizialmente senza dipendenti, costruendo, riparando e ottimizzando gli strumenti interamente da solo. Le sue lenti di ingrandimento realizzate in vetro a specchio furono vendute con grande successo, così come i prodotti di altre aziende concorrenti, quali termometri, telescopi e lenti, si diffusero ampiamente tra i suoi clienti.

Rispetto alla concorrenza, la qualità era incomparabile e la convenienza maggiore

Grazie all’ottimo andamento degli affari, l’imprenditore ampliò la sua attività in pochissimo tempo, assunse i primi dipendenti e si trasferì in una fabbrica più grande. Estremamente vantaggiosa per l’azienda si rivelò, in particolare, la produzione di semplici microscopi: infatti, tali dispositivi non solo erano più convenienti rispetto alla concorrenza, ma erano anche qualitativamente migliori. Zeiss ambiva all’innovazione con particolare determinazione: diversamente dagli strumenti di altri produttori, i suoi microscopi consentivano di regolare la messa a fuoco direttamente sulla colonna invece che sul tavolino portapreparati. Un metodo di gran lunga più pratico.

Ernst Abbe

Il lavoro di squadra chiave del successo internazionale

Insoddisfatto nonostante i riscontri positivi ottenuti fino a quel punto, Carl Zeiss continuò a migliorare la sua tecnologia per microscopi nel corso degli anni. In particolare, considerava obsoleto il metodo di produzione per tentativi ed errori: in questo processo, le lenti venivano scambiate e la loro distanza modificata fin quando il sistema ottico ottenuto non risultava utilizzabile. Dinnanzi all’inefficacia di questo sistema, Zeiss ignorò le pratiche standard e sviluppò l’idea di usare calcoli per produrre le sue future lenti per microscopi. Così, nel 1866, l’ingegnere specializzato in meccanica di precisione scelse un dipendente in particolare per trasformare in realtà la sua idea di processo produttivo ideale. Da quel momento in poi, Zeiss lavorò insieme al fisico Ernst Abbe (1840–1905) per raggiungere un obiettivo ambizioso: sviluppare un microscopio dalle caratteristiche ottiche superiori a qualsiasi altro dispositivo della concorrenza. A quel tempo Zeiss aveva cinquant’anni, mentre Abbe ne aveva appena compiuti ventisei. Nonostante la diversa età, i due esperti condividevano le stesse idee. Per sei anni il gruppo lavorò meticolosamente ottimizzando e costruendo apparecchiature, fino a quando Zeiss, nel 1872, non fu finalmente in grado di presentare un microscopio dalla qualità di gran lunga superiore a tutti quelli prodotti dai concorrenti. Questa vittoria sulla concorrenza conferì al gruppo un riconoscimento internazionale, mentre scienziati e medici ne elogiavano le altissime qualità. Zeiss ricompensò Abbe per il suo successo proponendogli di partecipare agli utili e lo volle come partner nel 1875.

La strada verso l’indipendenza

Vendendo sempre più strumenti e impiegando un numero crescente di dipendenti, l’azienda conobbe una rapida espansione. ppure, un problema doveva ancora essere risolto: nonostante Zeiss e Abbe avessero realizzato lenti eccellenti per microscopi, non riuscivano ancora ad acquistare vetro ottico speciale. I due sognavano di prendere in carico la produzione e di realizzare vetro ottico della migliore qualità direttamente a Jena. Ma in che modo?

La risposta non tardò ad arrivare. Un giovane ventottenne originario di Witten, chimico ed esperto del vetro, di nome Otto Schott (1851–1935) sviluppò un processo per fondere insieme piccole quantità di vetro. Questo consentì di testare varie composizioni. Schott giunse a fondere un tipo di vetro con caratteristiche ottiche mai viste prima: il vetro all’ossido di litio. Senza alcuna esitazione ne inviò un campione al celebre fisico Abbe nel 1879, avviando così una proficua collaborazione che si intensificò rapidamente. Senza alcuna esitazione ne inviò un campione al celebre fisico Abbe nel 1879, avviando così una proficua collaborazione che si intensificò rapidamente. Schott si trasferì a Jena, dove venne allestito un laboratorio per le tecnologie del vetro. Nel tempo questo laboratorio prese il nome di “Jenaer Glaswerk Schott & Genossen” e, successivamente, “Schott AG”, come lo conosciamo oggi. Qui Schott sviluppò e produsse dapprima nuovi vetri ottici e poi inventò un vetro borosilicato resistente agli sbalzi termici e agli agenti chimici noto anche come “vetro di Jena”. Questa invenzione gli consentì di offrire una più ampia gamma di prodotti. Carl Zeiss, Ernst Abbe e Otto Schott: una squadra vincente, una collaborazione decisiva.

Zeiss e Abbe: imprenditori con un forte senso di responsabilità

Zeiss e Abbe non furono soltanto pionieri del progresso scientifico e autorevoli imprenditori, ma si contraddistinsero anche per un forte senso di responsabilità e straordinarie conquiste sociopolitiche. Dopo la morte di Carl Zeiss nel 1888, Abbe trasferì con successo le sue azioni societarie e le sue vetrerie, insieme a quelle della famiglia Zeiss, nella Fondazione Carl Zeiss. Inizialmente Abbe desiderava infatti garantire l’esistenza della società rendendola indipendente dai suoi interessi personali. Abbe stese lo statuto nel 1896. Da quel momento gli utili societari andarono a favore dell’Università e dei cittadini di Jena. Anche le disposizioni legali furono innovative per l’epoca. Infatti, Abbe si preoccupò di definire un nucleo di diritti legalmente esercitabili dai lavoratori in un momento in cui non esisteva ancora un codice del lavoro e i rapporti tra il datore di lavoro e il dipendente erano ancora di tipo patriarcale. Nonostante anche altre aziende iniziarono a introdurre regole simili a partire dal 1900, come la giornata lavorativa di 8 o 9 ore, le condizioni di lavoro stabilite da Zeiss vennero garantite per i suoi dipendenti.


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