Ispirare le generazioni a vedere oltre... e ad andare oltre

Il viaggio sulla Luna e ZEISS

50° anniversario dall'atterraggio sulla luna

Il 20 luglio 1969 un sogno collettivo divenne realtà, con un'impronta che simboleggia questa conquista: quel giorno l'uomo mise piede per la prima volta sulla luna. Erano stati ridefiniti i limiti di ciò che sembrava possibile.

Quando venne espressa l'ambizione di inviare un uomo sulla luna e di farlo tornare in sicurezza sulla Terra, molte persone contribuirono a trasformare in realtà questo sogno dell'umanità. Vennero coinvolti migliaia di ingegneri e tecnici di tutte le discipline e di tutti i paesi.

ZEISS partecipò a questa sfida con obiettivi fotografici appositamente progettati per lo spazio, che consentirono di catturare le immagini iconiche di questa conquista monumentale.

Ispirare le generazioni a vedere oltre... e ad andare oltre

Questo è il momento per cui lavoriamo.

Il viaggio sulla luna e ZEISS

50° anniversario dall'atterraggio sulla luna

Il 20 luglio 1969 un sogno collettivo divenne realtà, con un'impronta che simboleggia questa conquista: quel giorno l'uomo mise piede per la prima volta sulla luna. Erano stati ridefiniti i limiti di ciò che sembrava possibile.

Quando venne espressa l'ambizione di inviare un uomo sulla luna e di farlo tornare in sicurezza sulla Terra, molte persone contribuirono a trasformare in realtà questo sogno dell'umanità. Vennero coinvolti migliaia di ingegneri e tecnici di tutte le discipline e di tutti i paesi.

ZEISS partecipò a questa sfida con obiettivi fotografici appositamente progettati per lo spazio, che consentirono di catturare le immagini iconiche di questa conquista monumentale.

La storia

dietro alle immagini iconiche

Durante gli atterraggi sulla luna e le missioni preliminari, la fotografia giocò un ruolo fondamentale: oltre 100.000 scatti vennero usati per preparare le missioni Apollo.

Durante i sei atterraggi sulla luna tra il 1961 e il 1972 vennero acquisite più di 33.000 immagini.

Ancora oggi queste immagini dalle missioni lunari risuonano attraverso le generazioni, in parte grazie alla loro eccezionale qualità.

La storia

dietro alle immagini iconiche

Durante gli atterraggi sulla luna e le missioni preliminari, la fotografia giocò un ruolo fondamentale: oltre 100.000 scatti vennero usati per preparare le missioni Apollo.

Durante i sei atterraggi sulla luna tra il 1961 e il 1972 vennero acquisite più di 33.000 immagini.

Ancora oggi queste immagini dalle missioni lunari risuonano attraverso le generazioni, in parte grazie alla loro eccezionale qualità.

Obiettivi fotografici ZEISS

progettati per lo spazio

Dopo una delle prime missioni, in cui un astronauta portò con sé una fotocamera acquistata, l'importanza della fotografia divenne evidente. Ciò spinse a una collaborazione con ZEISS, a cui venne richiesto di sviluppare sistemi fotografici specificamente progettati per lo spazio e le sue condizioni estreme. Per raggiungere questa ambizione erano necessarie nuove tecnologie che affrontassero l'ignoto:

  • Come avrebbero funzionato fotocamere e obiettivi in presenza di fluttuazioni di temperatura estreme?
  • Le ottiche degli obiettivi sarebbero cambiate in condizioni di gravità zero?
  • Quali modifiche meccaniche sarebbero state necessarie per l'uso nello spazio?
Camera lenses Designer

1962 | Mercury Atlas 8

Quando tutto ebbe inizio - Le prime fotografie dallo spazio

Nel 1962 un'immagine della Terra dall'alto era ancora una novità.

I primi tentativi di acquisire immagini del nostro pianeta dallo spazio furono sbalorditivi. Vista l'assenza quasi assoluta di esperienza con la fotografia spaziale, ogni missione nella corsa verso la luna apportava nuove conoscenze, ma anche sfide. Questo tipo di fotografia stava muovendo i suoi primi passi quando ebbe inizio la missione spaziale Mercury Atlas 8.

Una fotocamera di medio formato con un obiettivo ZEISS Planar 2.8/80 e solo lievi modifiche venne portata in orbita per la prima volta per studiare e documentare il nostro pianeta.

ZEISS Planar 2.8/80

1965 | Gemini 4

Una fotocamera montata su un propulsore a gas per la prima passeggiata spaziale americana

Durante la seconda missione Gemini venne scattata la prima immagine di un veicolo spaziale in orbita.

Una fotocamera ZEISS Ikon Contarex Special venne fissata a un propulsore a gas che consentiva all'astronauta di manovrarla mentre galleggiava in condizioni di gravità zero.

Le immagini riportate da questa prima passeggiata spaziale americana e il loro impatto sui media aiutarono la fotografia ad acquisire un ruolo importante durante le missioni spaziali. Immagini di alta qualità potevano fornire importanti informazioni sulla Terra, i suoi continenti, i modelli meteorologici e i sistemi climatici. Da questo momento in poi l'addestramento fotografico degli astronauti venne ampliato.

ZEISS Ikon Contarex Special 35 con ZEISS Planar 2/50

1965 | Gemini 4

Una fotocamera montata su un propulsore a gas per la prima passeggiata spaziale americana

Durante la seconda missione Gemini venne scattata la prima immagine di un veicolo spaziale in orbita.

Una fotocamera ZEISS Ikon Contarex Special venne fissata a un propulsore a gas che consentiva all'astronauta di manovrarla mentre galleggiava in condizioni di gravità zero.

Le immagini riportate da questa prima passeggiata spaziale americana e il loro impatto sui media aiutarono la fotografia ad acquisire un ruolo importante durante le missioni spaziali. Immagini di alta qualità potevano fornire importanti informazioni sulla Terra, i suoi continenti, i modelli meteorologici e i sistemi climatici. Da questo momento in poi l'addestramento fotografico degli astronauti venne ampliato.

ZEISS Ikon Contarex Special 35 con ZEISS Planar 2/50
ZEISS Ikon Contarex Special 35 con ZEISS Planar 2/50

1966 | Gemini 9

Quando una fotografia rivela come riparare un alligatore arrabbiato

Durante la preparazione dei viaggi sulla luna non sempre tutto filava liscio, come durante Gemini 9, quando una manovra di aggancio andò storta.
L'equipaggio si stava avvicinando all'ATDA (Augmented Target Docking Adapter) quando vide che il suo obiettivo, a causa di un difetto, adesso assomigliava alle fauci di un alligatore arrabbiato. Le fotografie durante la manovra svelarono il problema tecnico.

Le immagini dell'evento erano così nitide che facilitarono la successiva identificazione del difetto nel meccanismo dell'involucro protettivo.

ZEISS Biogon 4.5/38

1966 | Gemini 9

Quando una fotografia rivela come riparare un alligatore arrabbiato

Durante la preparazione dei viaggi sulla luna non sempre tutto filava liscio, come durante Gemini 9, quando una manovra di aggancio andò storta.
L'equipaggio si stava avvicinando all'ATDA (Augmented Target Docking Adapter) quando vide che il suo obiettivo, a causa di un difetto, adesso assomigliava alle fauci di un alligatore arrabbiato. Le fotografie durante la manovra svelarono il problema tecnico.

Le immagini dell'evento erano così nitide che facilitarono la successiva identificazione del difetto nel meccanismo dell'involucro protettivo.

ZEISS Biogon 4.5/38
ZEISS Biogon 4.5/38

1966 | Gemini 10

Una fotocamera in difficoltà

A cominciare dalla missione Gemini 4, le fotocamere e gli obiettivi ZEISS entrarono a far parte dell'equipaggiamento di bordo standard degli astronauti, per aiutare a documentare le missioni e ad essere usate come base per le analisi.

Solo una volta una andò persa: durante Gemini 10, una fotocamera con Biogon 4.5 / 38 scivolò dalle mani dell'astronauta durante una passeggiata spaziale -- denominata ufficialmente "attività extraveicolare" (EVA) -- mentre questo stava tentando di avvicinarsi a un veicolo spaziale senza equipaggio Agena in orbita. Piuttosto inaspettatamente, la fotocamera divenne un "satellite" in orbita attorno alla Terra.

ZEISS Ikon Contarex Special 35 con ZEISS Planar 2/50

1966 | Gemini 10

Una fotocamera in difficoltà

A cominciare dalla missione Gemini 4, le fotocamere e gli obiettivi ZEISS entrarono a far parte dell'equipaggiamento di bordo standard degli astronauti, per aiutare a documentare le missione ed essere usate come base per le analisi.

Solo una volta una andò persa durante Gemini 10: nel corso di una passeggiata spaziale -- denominata ufficialmente "attività extraveicolare" (EVA) -- la fotocamera scivolò dalle mani dell'astronauta mentre questo stava tentando di avvicinarsi a un veicolo spaziale senza equipaggio Agena in orbita. La fotocamera perduta divenne un "satellite non programmato" in orbita attorno alla Terra.

ZEISS Ikon Contarex Special 35 con ZEISS Planar 2/50
ZEISS Ikon Contarex Special 35 con ZEISS Planar 2/50

1968 | Apollo 8

Quando la Terra sorse sopra la luna

Il 21 dicembre 1968 l'Apollo 8 divenne la prima spedizione con equipaggio a lasciare l'orbita della Terra per viaggiare verso la luna.

La missione prevedeva di orbitare attorno alla luna, fotografare il paesaggio lunare e individuare siti di atterraggio idonei. Fino a quel momento, si erano fatte solo ipotesi sull'aspetto della superficie lunare.

Durante la quarta orbita lunare il 24 dicembre apparve qualcosa che non era nel piano di volo: quando il veicolo spaziale emerse dal lato oscuro della luna, gli astronauti videro la Terra salire sopra l'orizzonte lunare. Si affrettarono a catturare questa immagine straordinaria e scattarono la prima foto a colori della Terra dalla luna. Questa immagine, "Sorgere della Terra”, di un piccolo pianeta blu che galleggiava nell'oscurità cambiò per sempre la prospettiva del mondo del fragile e prezioso pianeta che chiamiamo "casa".

ZEISS Sonnar 5.6/250
ZEISS Sonnar 5.6/250

1969 | Apollo 11

L'allunaggio e le prime immagini della superficie lunare

1969 | Apollo 11

L'allunaggio e le prime immagini della superficie lunare

1969 | Apollo 11

L'allunaggio e le prime immagini della superficie lunare

1969 | Apollo 11

L'allunaggio e le prime immagini della superficie lunare

Il 20 luglio 1969 un sogno collettivo divenne realtà, con un'impronta che simboleggia questa conquista: quel giorno l'uomo mise piede per la prima volta sulla luna.

Erano stati ridefiniti i limiti di ciò che sembrava possibile. Più di 500 milioni di persone in tutto il mondo guardarono questo primo passo e furono sbalorditi dalle immagini riportate a terra dalla superficie lunare.

ZEISS Biogon 5.6/60
ZEISS Biogon 5.6/60

Un obiettivo per fotocamera progettato appositamente per l'atterraggio sulla luna

ZEISS progettò l'obiettivo grandangolare Biogon 5.6/60 appositamente per l'atterraggio sulla luna. Lo scopo era ottenere fotografie della superficie lunare' con un eccellente contrasto da bordo a bordo e massima definizione. La fotocamera era dotata di una lastra di vetro che creava marcatori a croce sulle immagini durante l'esposizione. Questi segni distintivi consentirono di calibrare distanze e altezze per effettuare analisi dei rapporti dimensionali di oggetti sulla luna.

Le menti dietro agli obiettivi fotografici

ZEISS condusse una ricerca approfondita e creò otto modelli di obiettivo che furono usati nel programma Apollo. Le sfide poste dall'uso degli obiettivi fotografici nello spazio furono affrontate come segue:

  • Vennero aperte cavità su tutti gli obiettivi
  • Le aperture e le ghiere di messa a fuoco vennero alterate per facilitarne l'uso con gli spessi guanti delle tute spaziali
  • Gli obiettivi non furono trattati da bordo a bordo per evitare il degassamento
  • Un trattamento all'argento refrattivo rese gli obiettivi resistenti alle fluttuazioni di temperatura all'esterno del veicolo spaziale
  • Venne aggiunto un trattamento nero per prevenire riflessioni durante lo scatto di fotografie di oggetti all'esterno.

Chi sviluppò questi impressionanti obiettivi fotografici da usare nello spazio?

Molti degli eminenti risultati stati possibili grazie al lavoro del Dr. Erhard Glatzel e del suo team, Johannes Berger e Günther Lange. Negli anni '60 era uno dei principali scienziati e responsabili del reparto ricerca e sviluppo degli obiettivi ZEISS a Oberkochen, Germania. Le sue creazioni ottennero fama mondiale e, fra queste, gli obiettivi ZEISS Hologon e ZEISS Planar 0.7/50. Nel 1966, lo ZEISS Planar 0.7/50 venne sviluppato per l'uso in condizioni di forte oscurità. L'obiettivo era così potente che fu usato più tardi, nel 1973, per girare scene illuminate interamente a lume di candela nel film Barry Lyndon, che segnò la prima volta nella storia del cinema in cui fu possibile effettuare riprese senza l'uso di luce artificiale.

Come riconoscimento del successo nella progettazione di obiettivi speciali per le missioni lunari, il Dr. Erhard Glatzel ricevette l'Apollo Achievement Award. Sotto la sua direzione ZEISS sviluppò più di 100 progetti di obiettivi.
 

Dr. Erhard Glatzel

Dr. Erhard Glatzel eminente matematico e
responsabile del reparto di progettazione ottica di ZEISS

Dr. Erhard Glatzel

Dr. Erhard Glatzel eminente matematico e
responsabile del reparto di progettazione ottica di ZEISS

Quando i pionieri tornarono a casa

Uno dei momenti cruciali del 20° secolo' rischiò quasi di andare perso per i posteri. Le immagini della missione Apollo 11 arrivarono a Houston poco dopo il ritorno' dell'equipaggio sulla Terra.

Tuttavia, prima dello sviluppo delle foto della luna, le attrezzature vennero nuovamente controllate con una pellicola di prova. Durante questa ispezione il meccanismo di sviluppo della pellicola cominciò improvvisamente a perdere ossido di etilene distruggendo la stessa pellicola. Ciò si rivelò una benedizione, infatti grazie a questa prova finale il team riparò rapidamente il difetto e potè sviluppare le immagini del primo atterraggio sulla luna. Le fotografie scattate durante le missioni sulla luna furono pubblicate in tutto il mondo e fecero storia.

ZEISS Planar 2.8/80
ZEISS Planar 2.8/80

Quando i pionieri tornarono a casa

Uno dei momenti cruciali del 20° secolo' rischiò quasi di andare perso per i posteri. Le immagini della missione Apollo 11 arrivarono a Houston poco dopo il ritorno' dell'equipaggio sulla Terra.

Tuttavia, prima dello sviluppo delle foto della luna, le attrezzature vennero nuovamente controllate con una pellicola di prova. Durante questa ispezione il meccanismo di sviluppo della pellicola cominciò improvvisamente a perdere ossido di etilene distruggendo la stessa pellicola. Ciò si rivelò una benedizione, infatti grazie a questa prova finale il team riparò rapidamente il difetto e potè sviluppare le immagini del primo atterraggio sulla luna. Le fotografie scattate durante le missioni sulla luna furono pubblicate in tutto il mondo e fecero storia.

ZEISS Planar 2.8/80

1972 | Apollo 16

Il viaggio continuò con un obiettivo sperimentale per la fotografia UV

Uno dei compiti della missione Apollo 16 era quello di continuare gli esperimenti sull'acquisizione di fotografie ultraviolette (UV) della Terra e della luna che erano stati avviati durante le missioni precedenti.

Lo scopo era fotografare la Terra e la luna usando la luce nello spettro dell'ultravioletto e confrontare queste immagini con fotografie a luce naturale. Gli astronauti usarono l'obiettivo ZEISS UV Sonnar 4.3/105 progettato appositamente. Vennero utilizzati quattro filtri per suddividere la luce UV in diverse lunghezze d'onda. In base alla lunghezza d'onda filtrata, la Terra e la luna erano visibili con diversi livelli di dettaglio e contrasto. Con lunghezze d'onda corte, alcuni dettagli nelle immagini della luna andarono persi. Invece, nelle foto della Terra, la stessa lunghezza d'onda riduceva il contrasto. Questi obiettivi visualizzavano le dimensioni atmosferiche e l'influenza della luce solare UV sulla Terra.

ZEISS UV Sonnar 4.3/105
ZEISS UV Sonnar 4.3/105

1972 | Apollo 16

Il viaggio continuò con un obiettivo sperimentale per la fotografia UV

Uno dei compiti della missione Apollo 16 era quello di continuare gli esperimenti sull'acquisizione di fotografie ultraviolette (UV) della Terra e della luna che erano stati avviati durante le missioni precedenti.

Lo scopo era fotografare la Terra e la luna usando la luce nello spettro dell'ultravioletto e confrontare queste immagini con fotografie a luce naturale. Gli astronauti usarono l'obiettivo ZEISS UV Sonnar 4.3/105 progettato appositamente. Vennero utilizzati quattro filtri per suddividere la luce UV in diverse lunghezze d'onda. In base alla lunghezza d'onda filtrata, la Terra e la luna erano visibili con diversi livelli di dettaglio e contrasto. Con lunghezze d'onda corte, alcuni dettagli nelle immagini della luna andarono persi. Invece, nelle foto della Terra, la stessa lunghezza d'onda riduceva il contrasto. Questi obiettivi visualizzavano le dimensioni atmosferiche e l'influenza della luce solare UV sulla Terra.

ZEISS UV Sonnar 4.3/105

1972 | Apollo 17

L'ultima fotocamera sulla luna

12 fotocamere vennero utilizzate sulla luna e successivamente furono abbandonate dagli equipaggi dei moduli di atterraggio per risparmiare peso alla partenza.

Durante l'Apollo 17, attualmente l'ultima missione con equipaggio sulla luna, gli astronauti catturarono spettacolari fotografie panoramiche del surreale paesaggio lunare. Durante questa missione, l'ultima di queste 12 fotocamere venne lasciata sul terreno polveroso, con l'obiettivo puntato verso lo zenit. Il motivo? Se un astronauta fosse mai tornato sul punto di atterraggio di questa missione, sarebbe stato possibile eseguire analisi sull'obiettivo per misurare l'impatto della radiazione solare cosmica.

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