Sapevate che è possibile compiere un viaggio nel cervello?

Nel film di science fiction Viaggio allucinante (Fantastic Voyage) del 1966, un gruppo di dottori si fa rimpicciolire per potersi muovere all’interno del corpo umano in un sottomarino microscopico. Navigano nel flusso sanguigno fino ad arrivare al cervello e lì rimuovono un pericoloso embolo. Per i medici questa visione futuristica è oggi molto vicina alla realtà grazie alla cosiddetta microscopia immersiva.

Tissue sample

Questa tecnologia permette di navigare all’interno di campioni autentici di complesse strutture cerebrali sfruttando le potenzialità della realtà virtuale (VR, dall’inglese virtual reality) e le più recenti tecniche di resa tridimensionale. La grande novità di questa tecnologia è legata al fatto che le immagini 3D non rappresentano ambienti artificiali creati con il computer da un grafico, bensì autentici campioni di tessuto.

Come è possibile? Si comincia preparando normali sezioni di tessuto o addirittura interi campioni di tessuto, prelevandoli ad esempio dal cervello di un topo. Questi campioni vengono quindi fotografati utilizzando microscopi a fasci di luce, elettronici o a raggi X ad alta risoluzione e resi in immagini tridimensionali con l’aiuto di potenti software. È possibile utilizzare anche dati provenienti dalla tomografia computerizzata per compiere viaggi virtuali all’interno del cervello: il ricercatore, indossando un visore per la realtà virtuale, può muoversi all’interno dell’organo proprio come se stesse navigando seduto in un sottomarino microscopico. Collaborando con arivis, azienda che crea software 3D, ZEISS ha sviluppato dei prototipi per questo tipo di microscopia immersiva.

Oggi è già possibile muoversi all’interno di rappresentazioni tridimensionali di campioni autentici di tessuto semplicemente muovendo la testa. Grazie a questa tecnologia, i ricercatori e i medici sono in grado di studiare lo spazio all’interno della struttura cerebrale con più precisione rispetto a quanto non sia possibile con i metodi tradizionali, come ad esempio l’analisi di immagini del tessuto su uno schermo piatto. Nell’ambiente virtuale è possibile inoltre eseguire misurazioni e analisi interattive. Nel futuro sarà possibile addirittura toccare o modificare i campioni e lo svolgimento di interventi in realtà virtuale potrà un giorno essere realtà.

3 apr 2017

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