Come sono prodotti?

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Campana in vetro di quarzo e calotta dell’unità per il trattamento B12/lV

Oggi, tutti i trattamenti antiriflesso sono applicati utilizzando tecnologie di deposizione sotto alto vuoto. L’alloggiamento della macchina è conosciuto come box coater e il supporto lente che si trova al suo interno come calotta. Sulla calotta vengono posizionate fino a 130 lenti, in funzione della dimensione dell’unità di trattamento e del diametro della lente. Dato che nel processo viene effettuato il trattamento di un solo lato della lente alla volta, le lenti devono essere capovolte per consentire il trattamento della seconda superficie.

Quando la lente è finita in termini ottici da entrambi i lati, viene pulita in preparazione al processo di trattamento AR. Viene sottoposta a diversi bagni di pulizia contenenti diverse soluzioni detergenti con l’ausilio degli ultrasuoni e della temperatura. Persino le particelle di sporco più piccole sulla superficie della lente pregiudicherebbero la qualità del trattamento.

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Pulitura delle lenti prima del trattamento

Il materiale del trattamento è sotto forma di blocchetti o granuli. Durante il processo di trattamento, piccole quantità di materiale del trattamento, che viene inserito in crogioli di ceramica o di metallo raffreddati ad acqua, sono riscaldate con l’aiuto di elettroni accelerati. In questo modo il materiale passa da uno stato solido ad uno gassoso. Le molecole di gas abbandonano la superficie del materiale del trattamento alla velocità di ca. 100 m/s e vengono depositate sulla lente. Durante il processo di deposizione sotto alto vuoto, lo spessore dello strato del trattamento viene costantemente controllato utilizzando complesse tecniche di misurazione.

Per garantire che il trattamento AR abbia la forza adesiva necessaria e quindi anche la resistenza necessaria all’abrasione, le lenti in vetro vengono rivestite a caldo, ovvero le lenti vengono riscaldate a ca. 250°C durante il processo di deposizione.

Un processo di trattamento a caldo di questo tipo non è possibile per lenti in materiale organico. In generale, le lenti in materiale organico non devono essere riscaldate a temperature superiori a 80°C, poiché verrebbe pregiudicata la stabilità dimensionale e quindi le proprietà ottiche. Per i trattamenti AR delle lenti in materiale organico, è pertanto necessario utilizzare materiali di trattamento con una buona forza adesiva senza necessità di un processo di tempra.

Trattamenti antiriflesso - La nostra storia

Unità per il trattamento B12/V di Carl Zeiss

Trattamenti antiriflesso - La nostra storia

La tecnica per la produzione di trattamenti antiriflesso delle lenti, che rappresenta la base delle procedure standard attualmente utilizzate, è stata brevettata da Carl Zeiss nel 1936. Tuttavia, solo circa vent’anni dopo è stato possibile iniziare la produzione in lotti di trattamenti AR per le lenti per occhiali. Fino ad allora, i trattamenti AR erano utilizzati principalmente per i binocoli. Nel 1959 Carl Zeiss è stato il primo produttore ad offrire trattamenti AR per lenti in vetro per occhiali.

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