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Fotocromatiche

Le lenti fotocromatiche si scuriscono gradualmente quando vengono esposte ad un’intensità crescente di luce ad onda corta e ritornano allo stato originale quando vengono allontanate dalla luce. Si adattano automaticamente in base alle condizioni di luce e, pertanto, in ogni situazione offrono una protezione ottimale dall’abbagliamento.

Fotocromatiche, Vetro

Lenti fotocromatiche in vetro

Il primo paper in assoluto pubblicato sulle lenti fotocromatiche è del 1964. Nel 1970, ZEISS ha lanciato sul mercato la sua prima lente fotocromatica.

Le lenti fotocromatiche si scuriscono gradualmente quando vengono esposte ad un’intensità crescente di luce ad onda corta e ritornano allo stato originale quando vengono allontanate dalla luce. Si adattano automaticamente in base alle condizioni di illuminazione e, pertanto, in ogni situazione offrono una protezione ottimale dall’abbagliamento.

Il vetro borosilicato è utilizzato per produrre lenti fotocromatiche in vetro. Per ottenere le proprietà fotocromatiche, alla colata si aggiungono alogenuri d’argento come sostanze fotocromatiche. Dopo il raffreddamento, il vetro è di colore blu chiaro e non ancora fotocromatico. Per creare le proprietà fotocromatiche, è necessario un processo di trattamento termico a ca. 600°C. La durata e la temperatura di questo processo influenzano il colore del vetro, la velocità di reazione fotocromatica e il grado di scurimento.

Le lenti fotocromatiche in vetro sono completamente colorate, ovvero il grado di scurimento può variare leggermente in base allo spessore della lente, poiché le sostanze fotocromatiche vengono depositate uniformemente sull’intero spessore della lente.

Lenti fotocromatiche organiche

Solo in tempi molto recenti i produttori sono riusciti a realizzare lenti organiche con proprietà fotocromatiche paragonabili a quelle delle lenti in vetro.

Le lenti fotocromatiche organiche sono prodotte utilizzando una plastica speciale, ottimizzata per l’assorbimento di reagenti fotocromatici. A differenza delle fotocromatiche in vetro, queste lenti non possiedono proprietà fotocromatiche fino a quando non sono semifinite o finite. In questo processo, noto come fotocromatizzazione – milioni di particelle fotocromatiche vengono incorporate nella superficie anteriore della lente ad una profondità di ca. 0,15 mm.
Le molecole fotocromatiche sono principalmente indolino-spironafto-xazine, che modificano la struttura chimica quando vengono irradiate con luce UV e luce blu ad onda corta. In modo molto simile ai fiori quando vengono esposti alla luce del sole, le molecole si “apronoˮ e determinano il cambiamento di colore della lente.
Se il livello di energia della radiazione UV diminuisce o se non sono assolutamente presenti raggi UV, ad esempio nel caso di passaggio da esterni ad interni, le molecole si “chiudonoˮ nuovamente. La lente si schiarisce ed assume un’attraente tonalità filtrante.
Dato che le molecole sono presenti solo sulla superficie della lente, il processo di scurimento avviene in modo uniforme sull’intera superficie, indipendentemente dal potere diottrico.

 

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