Che cos’è un deficit visivo?

Non solo le persone anziane possono essere affette da deficit visivi. Questo articolo ha l’obiettivo di offrire una panoramica sui possibili rimedi, che ridanno indipendenza e qualità di vita.

In molti indossano gli occhiali o portano lenti a contatto. E’ grazie a questi ausili che si può riacquistare una performance visiva soddisfacente. Ma cosa si può fare quando anche questi non bastano più? Può capitare a chiunque, a qualunque età di essere colpito da un deficit visivo importante, anche se normalmente sono colpite maggiormente le persone anziane.

I parenti più stretti, I colleghi di lavoro o gli amici non possono immaginare quali difficoltà può affrontare chi soffre di un deficit visivo importante.

I parenti più stretti, I colleghi di lavoro o gli amici non possono immaginare quali difficoltà può affrontare chi soffre di un deficit visivo importante.

L'ipovisione è una condizione di acutezza visiva  molto limitata che ha notevoli conseguenze sulla vita quotidiana. Può essere causata da vari fattori (siano essi congeniti o acquisiti). Esistono tanti livelli differenti di deficit visivo, che, fino a certi limiti, non sono neanche riconosciuti nella lora gravità sin dall’inizio. I parenti più stretti, I colleghi di lavoro o gli amici non possono immaginare quali difficoltà può affrontare chi soffre di un deficit visivo importante. Fortunatamente ci sono piccole cose che possono aiutare a migliorare la qualità della vita, il livello di indipendenza e la capacità di svolgere le attività quotidiane così come quelle lavorative.

 

Ogni deficit visivo ha le sue specifiche caratteristiche e i pazienti riportano una varietà di sintomi: campi visivi ridotti (campo visivo tubolare), perdita di campo visivo, sensibilità alla luce intensa, cecità notturna, incapacità di percepire i colori o generalmente una grave deficit nella capacità visiva. Anche in caso di diagnosi simili, gli effetti possono essere molto diversi da paziente a paziente.

Dal punto di vista legislativo l’impegno della Sezione Italiana della IAPB (Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità) dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e del Gruppo Italiano per lo Studio dell’Ipovisione (G.I.S.I.) hanno portato all’approvazione della Legge 284/1997, che ha riconosciuto l’esistenza dell’ipovisione, oltre alla promulgazione della Legge 138/2001 nella quale, per la prima volta, è stata riconosciuta legalmente l’ipovisione periferica.

L’ipovisione centrale è legata a un danno a carico della parte centrale della retina (macula), che è deputata alla visione distinta, e si instaura quando il residuo visivo è pari o inferiore a 3/10. Si parla, invece, di ipovisione periferica , legata ad una perdita del campo visivo, quando il residuo perimetrico bilaterale è uguale od inferiore al 60%.

L’ipovisione centrale è da considerarsi:

 

  • lieve, quando il residuo visivo è compreso tra i 3/10 ed i 2/10;
  • modesta, quando è compreso tra i 2/10 e 1/10;
  • grave, quando è compreso tra 1/10 e 1/20. Si parla di cecità centrale relativa o parziale per visus compresi tra 1/20 e la conta dita, mentre si ha cecità centrale assoluta o totale in caso di capacità funzionali centrali completamente assenti o ridotte alla percezione del movimento della mano o della luce.

 

L’ipovisione periferica viene classificata sulla base del residuo perimetrico percentuale, distinguendola in:

 

  • lieve - residuo compreso tra il 59% ed il 50%
  • moderata - residuo perimetrico compreso tra il 49% ed il 30%
  • grave - residuo perimetrico compreso tra il 29% ed il 10%. Inoltre, si possono avere la cecità periferica relativa (residuo perimetrico compreso tra il 9% ed il 3%) e la cecità periferica assoluta (residuo perimetrico inferiore al 3%).

Ma da cosa ha origine un deficit visivo grave?

Spesso i deficit visivi sono originati da malattie degenerative che colpiscono la retina:

  • Retinite pigmentosa (RP): è una malattia genetica dell’occhio che provoca una progressiva atrofia dei recettori retinici deputati alla visione notturna e periferica. La cura di questa malattia, nonostante le numerose attività di ricerca in merito, rimane ancora abbastanza oscura. Generalmente provoca una riduzione della vista di notte fino alla cecità totale, un restringimento/perdita dei campi visivi periferici e una perdita della capacità di percepire colori e contrasti. Il processo non è immediato, ma spesso più insidioso perché parte gradualmente e si manifesta progressivamente nel corso di una decina di anni.
  • Degenerazione maculare (MD): è una malattia che colpisce il centro della retina, provocando la morte progressiva delle sue cellule.  La degenerazione maculare può essere classificata in secca - ancora oggi (2010) non curabile - e in umida trattabile con vario esito con iniezioni intravitreali. Gli ausili visivi per ipovisione occhiali di ingrandimento, possono essere un importante aiuto in questi casi. E’ comunque sempre opportuna un’adeguata analisi del Medico Oculista per individuare la migliore soluzione. Per chi è affetto da questa malattia è sempre importante proteggere gli occhi dalle radiazioni UV con un buon paio di occhiali da sole. Per alcuni la degenerazione maculare è legata all’età (degenerazione maculare senile o giovanile) e si verifica più spesso con l’avanzamento dell’età. Le cause esatte non sono ancora state ben definite. Si ritiene che  possano giocare un ruolo determinante cambiamenti metabolici che colpiscono la retina e che si manifestano soprattutto dopo i 60 anni.
  • Sindrome di Usher: Rara forma di retinite pigmentosa, in cui la malattia è associata al sordomutismo congenito (presente fin dal momento della nascita).

Ci sono svariati modi per aiutare le persone colpite da ipovisione.

Occhiali telescopici ZEISS

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  1. Ausili visivi ingrandenti: a seconda del livello di gravità del deficit visivo, esistono molteplici soluzioni che possono essere consigliate. Possono essere ordinate presso un Centro Ottico specializzato e anche abbinate ad un occhiale. L’importante è avere una soluzione personalizzata, studiata sulle specifiche esigenze di chi ne ha la necessità. Solo così è possibile ottenere la miglior performance visiva possibile, che significa qualità di immagine con il più ampio campo visivo possibile

  2. Dal momento che i deficit visivi non sono tutti facilmente individuabili a prima vista, non tutti possono essere classificati allo stesso modo e possono avere sintomi diversi, è importante essere pronti sempre ad aiutare chi ne fa richiesta. Bisogna fare attenzione a coloro che, affetti da deficit visivo, si muovono fra la gente senza bastone o indossando un bracciale giallo. Queste persone potrebbero chiedere informazioni come la destinazione segnata sul display del pulmann, il bottone di richiesta semaforo verde o un numero di prenotazione. Una risposta chiara e precisa può essere loro molto di aiuto. Non bisogna essere sbalorditi vedendo qualcuno che accompagna una persona apparentemente cieca a comprare un giornale o le siede a fianco mentre legge un libro facendo uso di un ausilio visivo ingrandente. Non sono perditempo. E’ anche possibile che i soggetti affetti da ipovisione possano orientarsi da soli nella vita di tutti i giorni e che possano avere difficoltà solo quando il sole cala, dovendo far ricorso ad un bastone per muoversi di notte. Allenandosi tutti i giorni, le persone ipovedenti possono imparare a muoversi molto bene negli ambienti che conoscono e avere bisogno di supporto solo in qualche caso.

  3. I contrasti aiutano! E’ molto d’aiuto creare stanze, scegliere arredi e anche oggetti di frequente utilizzo che siano più compatibili con le esigenze delle persone ipovedenti che hanno limiti ad orientarsi. Anche delle luci che non creano riflessi aiutano, così come punti luce addizionali che possono essere collocati nella zona lettura o in cucina. La miglior scelta sono le fonti di luce fredda ad alta intensità. Le lampade alogene sono meno adatte.

  4. Normalmente chi è affetto da deficit visivo fa molta fatica a scrivere a mano con una normale penna. E’ molto più semplice utilizzare un pennarello nero così da poter scrivere caratteri più grandi.

  5. Quando si parla con una persona ipovedente faccia a faccia, non bisogna stupirsi se non riesce a guardare dritto negli occhi. Ci possono essere casi in cui le persone affette da deficit visivo del campo visivo centrale diano l’impressione di fissare un punto oltre l’interlocutore. Ma questo non significa che non lo stiano guardando. A volte queste persone possono essere giudicate arroganti e maleducate, ma non bisogna mai dimenticare che delle situazioni che sono assolutamente normali per molti, per altri possono richiedere un’estrema concentrazione e sforzo se la vista è limitata. Inoltre coloro che lottano contro l’avanzare del deficit visivo, spesso, perdendo acuità visiva, hanno difficoltà a riconoscere i volti e i gesti delle persone intorno (a meno che non siano a distanza molto ravvicinata). Ecco perché a volte salutando da lontano una persona ipovedente, si può non aver risposta.

 

Un suggerimento per un regalo: sia per rilassarsi, sia per divertirsi, le persone ipovedenti possono apprezzare molto i libri sonori, oggi disponibili su formato CD o in download da internet.

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