Lo sapevate che ...

... i diamanti possono diventare dei sensori?

“I diamanti sono i migliori amici delle donne”, cantava Marilyn Monroe. Persino James Bond venne incaricato di far luce su un misterioso traffico di preziosi nel film “Una cascata di diamanti”. Eppure, oltre a scintillare e a costare caro, i meravigliosi diamanti possono fare molto di più. Due ricercatori delle Università di Stoccarda e Ulma hanno per esempio inserito degli atomi estranei nel reticolo cristallino di alcuni diamanti per creare stati quantici definiti.

 

Con quest’astuzia, i professori Jörg Wrachtrup e Fedor Jelezko possono osservare gli stati quantici degli atomi estranei in normali condizioni di laboratorio. Le conoscenze così ottenute possono essere utilizzate per elaborare velocemente le informazioni sugli stati quantici o per trasferire dati in modo non intercettabile nella crittografia quantistica.

Poiché gli stati quantici reagiscono in modo molto sensibile al loro ambiente, una nuova applicazione dell’inserimento degli atomi estranei nei diamanti risulta essere quella della costruzione di sensori. Ciò consente, per esempio nell’ingegneria medica, di ottenere immagini più rapide e nitide nella risonanza magnetica tomografica (RMT) per la diagnosi dei tumori. I sensori supportano anche il sistema di ausilio alla navigazione per le autovetture autonome. Di recente i due studiosi hanno dimostrato che tutto ciò può funzionare e per questo hanno ricevuto lo ZEISS Research Award 2016. Ora anch’essi possono cantare: “I diamanti sono i migliori amici degli scienziati”.

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